Fedrigoni

Paper Box

“Dovevamo farlo per sapere che funzionava. Progettare per la carta sullo schermo ha i suoi limiti.” Lo studio Graphic Thought Facility di Londra ha ideato e progettato la minimalista-massimalista Paper Box Fedrigoni.

Di John L. Walters
Fotografie di Angela Moore

Secondo un aforisma attribuito ad Albert Einstein “ogni cosa dovrebbe esser fatta nel modo più semplice possibile ma non il più semplice!” È un giudizio che ben si adatta al nuovo Paper Box: la raccolta di tutte le carte Fedrigoni. Progettata dall’agenzia Graphic Thought Facility (GTF), Paper Box è un campionario Fedrigoni senza precedenti; una sobria eppure spettacolare impresa in termini di design, stampa e produzione. Da una parte, è un semplice strumento che ogni designer, stampatore e responsabile di produzione vuole avere nella propria libreria.

Da un’altra, è un raffinato oggetto, un obelisco nero piacevolmente sostanzioso che potrebbe diventare un’icona di design minimalista per servizi fotografici alla moda. Eppure è anche massimalista e onnicomprensivo. I tre cataloghi del campionario alloggiati nella custodia nero opaco, mettono in mostra ogni carta naturale, bianca e colorata, e ogni carta patinata (colorata o bianca) della sterminata gamma di carte prodotte da Fedrigoni in Italia. Paper Box è il più semplice possibile, ma non troppo! A quelli che conoscono il lavoro fatto da GTF negli ultimi trent’anni, lo Studio sembra l’ideale per questo compito. Sotto la guida dei titolari Paul Neale, Andy Stevens e Huw Morgan, i progetti dello Studio hanno sempre mostrato entusiasmo pratico per i materiali usati in settori come arte, musei, commercio al dettaglio ed editoria. (Vedi pp.305.) Comunque per GTF questo era il primo incarico da un’azienda produttrice di carta e lo Studio ha affrontato il compito con la diligenza e lo zelo abituali. Paper Box è il primo di una serie di nuovi prodotti in via di progettazione per Fedrigoni, tra cui campionari, locandine e un archivio di immagini. L’incarico di fare Paper Box è nato dall’esigenza di Fedrigoni di creare un singolo oggetto che potesse essere alla portata di ogni persona che prende decisioni sulla carta, ovunque si trovi nel mondo. I cataloghi precedenti erano dedicati a ciascuna gamma di carta e spesso parlavano al cliente con linguaggi grafici differenti o avevano contenuti rivolti a settori o ambiti culturali specifici.  L’approccio di GTF evita qualunque influsso o trovata creativa a favore dell’utilità e praticità. Il compito di mostrare come diversi tipi e pesi di carta si comportino in stampa con testi e immagini è stato lasciato a una fitta serie di poster e alla raccolta di immagini, di cui parleremo dopo.                          

Un libro in scatola

Fin dall’inizio l’idea di GTF era fare Paper Box come un libro – qualcosa da conservare e custodire – e non un’altra effimera reliquia di marketing. Per poter cominciare a lavorare sui materiali è stato chiesto un foglio per ogni tipo di carta. “Il primo mock-up era fatto con un vecchio libro che se ne stava sulla nostra libreria,” dice Paul Neale di GTF. “Lo abbiamo portato a uno stampatore locale e ce lo siamo fatti tagliare in tre parti. Poi abbiamo fatto dei test di incollaggio e rilegatura.”

Neale spiega che lo strumento di progettazione più utile per fare Paper Box è stato il programma Excel con il suo foglio di calcolo: lui e Alex Ecob, designer presso GTF, lo hanno usato per organizzare ogni carta Fedrigoni in tre volumi (ognuno spesso 62,5 mm) che entrano facilmente nella custodia. “C’è un bel po’ di matematica dentro,” dice Neale. “In questo Alex è stato il mago del foglio elettronico.” Mentre metà del loro tempo se ne andava così nella selezione delle carte, l’altra metà era dedicata alla creazione del mock up del catalogo. “Dovevamo farlo per sapere se funzionava,” dice Neale. “Progettare per la carta sullo schermo ha i suoi limiti.” 

Il team di GTF era consapevole che un campionario esiste per vendere materie prime e che la progettazione doveva essere sobria e semplice. Hanno scelto il carattere Forma (un lineare del 1968 progettato da un team di ingegnosi designer per La fonderia italiana Nebiolo) per le sue “forme forti e robuste”. La custodia per Paper Box è realizzata in cartone nero, rivestito all’esterno con Imitlin Fiandra Nero 125 g/m2. Neale e Stevens di GTF sono entusiasti utilizzatori di Imitlin da tempo. “È un materiale di rivestimento fidato,” dice Neale. “Non è solo robusto, si sente che lo è.” I designer apprezzano il fatto che faccia parte della collezione Fedrigoni da almeno 50 anni. Per favorire la promozione di Paper Box, GTF, in collaborazione con Kristian Andrews di Studio AKA, ha fatto una breve animazione che dimostra la bellezza e l’utilità del catalogo. Il videoclip di 25 secondi è accompagnato da un’avvincente e percussiva colonna sonora che il compositore Dave Pape ha ricavato dal suono di pagine fatte scorrere velocemente; un colpo di genio di digital marketing per un prodotto decisamente tattile e analogico.

Immagini fantastiche

Per dare enfasi alla matericità dell’intera gamma Fedrigoni, GTF doveva creare anche un archivio di immagini per illustrare come differenti fotografie, texture e grafiche possono essere stampate su carte diverse. “Se ho una carta naturale bianca, cosa devo mostrare? ”chiede retoricamente Neale.   Con una famiglia di immagini coerenti, l’archivio mostra a chi decide l’acquisto la resa di stampa su una miriade di carte, usando diversi processi di stampa come la normale quadricromia, gli inchiostri UV e la stampa digitale Indigo.

Spiega Neale: “Prendiamo l’idea della scala e la mescoliamo con le strisce di controllo del colore delle macchine da stampa per creare una famiglia di scale usate poi nella composizione delle fotografie ed estendere all’illustrazione e ad altre rappresentazioni grafiche.” GTF ha evitato la progettazione al computer realizzando invece una scala a grandezza naturale con strisce colorate che poteva funzionare come una scheda di controllo durante la calibrazione della riproduzione e l’ha collocata in un set tridimensionale con pareti e finestra. Inoltre è stato fatto un modellino del set, che ha permesso di creare molte varianti: paesaggi visti attraverso la finestra, oggetti geometrici, mani, carte da gioco, un gatto e gocce di vernice in 3D che volano attraverso lo spazio insieme a molte variazioni su scale di colori e dimensioni diverse. Il risultato è un’affascinante serie di immagini basate sulla forma e il profilo di una scala. Il simbolo della scala è su ogni prodotto Fedrigoni, integrato nello stemma dell’azienda, ed è un simbolo di Verona che risale al XIII° secolo. Queste immagini evocano sia il Surrealismo sia lo stile italiano; una sintesi onirica fra Giorgio de Chirico e Memphis Group con accenni rinascimentali. Queste immagini prova si possono usare per dimostrare come cambiano quando sono stampate su carte colorate o naturali, e gli effetti di sovrastampa ottenuti con fotografie, illustrazioni, disegni a penna, texture e pattern.  Il team GTF non intendeva imporre agli utilizzatori – che possono venire da culture e tradizioni stilistiche diverse – i propri gusti sulla carta.

Una gamma di poster Sirio serigrafati offre alla clientela la possibilità di vedere un mix di immagini, inchiostri e carte colorate in combinazioni diverse, mentre i nuovi cataloghi Sirio utilizzano le immagini nei loro passaggi stampati.

Il progetto sviluppato per Fedrigoni ha consolidato l’entusiasmo di GTF per la sua carta. Ciò che piace a GTF di questa collaborazione è la natura verticale di Fedrigoni, che opera sia nella produzione sia nella vendita della carta. Dice Neale: “Abbiamo avuto problemi con grossisti di carta che avevano improvvisamente cambiato fornitori. Fedrigoni fa carte in proprio, nelle proprie cartiere, da anni. È questa la ragione per cui noi, come utilizzatori, le usiamo molto spesso.”

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